{"id":597,"date":"2021-02-15T09:11:12","date_gmt":"2021-02-15T09:11:12","guid":{"rendered":"https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/?p=597"},"modified":"2021-02-16T09:27:35","modified_gmt":"2021-02-16T09:27:35","slug":"boia-chi-molla-il-romanzo-della-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/?p=597","title":{"rendered":"Boia chi molla! Il romanzo della rivolta"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-1024x512.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-598\" srcset=\"https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-1024x512.png 1024w, https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-300x150.png 300w, https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-768x384.png 768w, https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-1536x768.png 1536w, https:\/\/tramextra.tramefestival.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/29_FB-5-DIC-H-20-2048x1024.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro con la giornalista Emanuela Iat\u00ec e l\u2019autore di \u201cSalutiamo, amico\u201d Gianfranco Turano, nella terza giornata di TrameXtra, ci catapulta nella Reggio Calabria del 1970.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani dell\u2019istituzione delle regioni italiane, si pone il problema di decretare le citt\u00e0 capoluogo. Per la Calabria viene scelta Catanzaro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La parte pi\u00f9 estrema della regione reagisce con una guerra urbana. Seguono sette mesi di guerra civile che far\u00e0 17 morti. Una pagina buia della storia d\u2019Italia, fatta passare come un evento locale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La guerriglia si esaurisce con il Pacchetto Colombo, che destiner\u00e0 alla provincia di Reggio Calabria due mila miliardi di lire di allora, il pi\u00f9 colossale caso di spreco di fondi pubblici in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019anno per la prima volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato i morti di Gioia Tauro definendoli \u201cvittime di una strage\u201d e non di un incidente, come si era cercato di far credere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019episodio fu nascosto da un cono d\u2019ombra fin dall\u2019inizio \u2013 dice Turano \u2013 la Rai, monopolista assoluta della televisione, decise di non mostrare una realt\u00e0 in cui democristiani si scontravano con altri democristiani o madri di famiglia, professori e insegnanti ergevano barricate contro le cariche della Celere e dei Carabinieri. Il <em>Washington Post<\/em> parl\u00f2 di quindici mila rappresentanti di forze dell\u2019ordine a Reggio. Nell\u2019aria solo l\u2019odore dei lacrimogeni, l\u2019arma usata per contrastare i dimostranti. Ma il resto d\u2019Italia di questo non sapeva nulla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivolta popolare e spontanea cominci\u00f2 a tingersi di nero attraverso alcuni gruppi di destra che assunsero il controllo strategico delle operazioni militari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel febbraio del \u201971 furono persino inviati i carrarmati, ma anche in questo caso la notizia trapel\u00f2 in ritardo e nel disinteresse generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1970 arrivava un vento di novit\u00e0 dal nord che investiva tutti gli strati della societ\u00e0 e che riguardava in particolare i giovani, ora riconosciuti come categoria, e le donne, intese come titolari di una propria identit\u00e0 politica. Sono gli anni delle lotte femminili e delle guerre di emancipazione combattute in casa. Ma anche quelli in cui la \u2018ndrangheta diventa quello che noi oggi sappiamo essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i moti di Reggio Calabria infatti si crea una saldatura con politica, massoneria e imprenditoria. Nasce la Santa, quella doppia affiliazione che ha sancito l\u2019evoluzione di un\u2019organizzazione criminale altrimenti frutto di arretratezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019obiettivo era la gestione del Pacchetto Colombo, del quinto centro siderurgico a Gioia Tauro e del decreto Regio. Ognuno dei nuclei del potere verr\u00e0 accontentato. Tra i tanti danni collaterali, oltre allo spreco economico e ai danni ambientali, c\u2019\u00e8 la spaccatura della Calabria, che nel 1970 aveva perso l\u2019occasione di diventare una regione unita. Quello spingere sul sentimento capitalistico e sulla lotta tra le tre maggiori citt\u00e0 (Reggio, Catanzaro e Cosenza) \u2013 dice Turano \u2013 ha prodotto danni che pesano anche dopo cinquanta anni. Non si \u00e8 voluto che la Calabria diventasse un soggetto politico capace, seppur con le sue difficolt\u00e0, i suoi limiti e le sue marginalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa settorialit\u00e0 \u00e8 forse stata utile allo stesso Stato, che ha contribuito a renderla crocevia di interessi loschi e a trasformarla nella culla del malaffare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E in questo senso, la Calabria continua a essere un laboratorio per la politica\u201d &#8211;&nbsp; concordano la giornalista e lo scrittore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Boia chi molla! 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